Per la prima volta sono riuscito a mettere le mani su un PES in anteprima. L’hands-on si è svolto nella sede di Halifax, a Milano. Abbiamo avuto la possibilità di fare qualche partita 1vs1. La versione che abbiamo potuto provare era solo al 50%.
Menu-Presentazione
Il gioco si presenta subito molto pulito e chiaro. Le modalità si trovano lungo una linea orizzontale posta in basso e vi è un variare degli stili sullo sfondo a seconda dell’opzione selezionata. Erano sbloccate solo due modalità, quella per le partite di esibizione e la Copa Libertadores, ma di quest’ultima si potevano fare sempre solo partite di esibizione. Dopo aver scelto le nostre squadre entriamo nella schermata per modificare la formazione e gli schemi. Qui le modifiche sono veramente radicali, come potete vedere dallo screen in alto. Viene subito chiesto di scegliere lo schema (offensivo, equilibrato, difensivo o personalizzato). I giocatori si spostano sullo schermo con il nuovo sistema drag and drop, il che semplifica e velocizza di molto le cose, permettendo quindi di trascinare agevolmente i giocatori per il campo, o di spostarli in panchina. Abbiamo notato delle nuove tattiche ma quello che più ci interessava era il gameplay, così dopo uno sguardo veloce a queste nuove funzioni abbiamo iniziato la nostra prima partita a PES 2011!
Gameplay
Giocatori schierati in campo, si preme la X e… si inizia! Subito un primo cambiamento evidente: la telecamera parte inizialmente più bassa, per poi alzarsi, ma con un angolazione comunque differente rispetto ai precedenti PES. Molto più simile all’inquadratura televisiva, cosa che dà una migliore idea della profondità del terreno di gioco.
Passaggi
Il sistema dei passaggi come si sapeva è stato ampiamente rivisto. Questo è evidente sia dalla nuova barra della potenza sia dal controllo a 360°. La power bar sarà presente in ogni situazione e si dovrà essere molto attenti nel caricamento. Essendo PES 2011 un gioco molto più manuale rispetto alle edizioni precedenti se si carica troppo il pallone esce dal terreno di gioco, non arriva sempre e comunque al compagno come eravamo stati abituati finora! Necessario sembra il passaggio dal d-pad (croce direzionale) allo stick analogico se non si vuole essere penalizzati, potendo così sfruttare al massimo il sistema a 360°. Si può scegliere se passare la palla nello spazio o sui piedi del compagno (grazie ad una corretta inclinazione dell’analogico è possibile addirittura scegliere se passare la palla sul piede destro o sinistro!).
Come detto i passaggi sono molto più manuali in PES 2011, quindi meno telecomandati dall’IA e di conseguenza sarà più difficile fare passaggi precisi, almeno all’inizio. Queste nuove caratteristiche potranno rendere quindi più complicato il da farsi a coloro che si affacciano da poco al mondo dei videogiochi, ma renderanno sicuramente più piacevole e appagante l’esperienza di gioco una volta padroneggiati i nuovi sistemi.
Finte
La Konami ha apportato modifiche anche per quanto riguarda il sistema delle finte. Esse si eseguono ora premendo L1 e spostando l’analogico destro. Il tutto è quindi molto più semplice ed intuitivo, senza dover ricordare sequenze complicate di tasti da premere come accadeva fino a PES 2010. Prima dell’inizio partita si potrà inoltre selezionare una sequenza di massimo quattro finte da eseguire rapidamente in partita.
Ritmi di gioco
La velocità di gioco dei PES da quando ci sono le next-gen è stata molto criticata. Gli ultimi PES sembravano infatti troppo veloci, dando l’idea di trovarsi davanti un gioco arcade. PES 2011 ha nettamente abbandonato questa strada, tornando un gioco simulativo come i vecchi PES 5 o PES 6. La possibilità di lasciare agli utenti la scelta della velocità di gioco (che varia da -2 a +2) accontenterà comunque tutti. -2 dovrebbe essere quella che più rispecchia i ritmi di una partita di calcio reale, ma mi è sembrata davvero troppo lenta per un videogioco il cui intento è anche quello di divertire. Personalmente mi sono trovato bene a velocità 0, perché mi è sembrata non avere compromessi. Divertimento e realismo sono allo stesso tempo garantiti. +1 mi ricorda i livelli di PES 2009 mentre +2 era veramente troppo veloce.
Sistema difensivo
Anche il sistema difensivo è stato ampiamente rivisto. Il tutto si divide in tre fasi: controllare il giocatore avversario per attaccarlo al momento giusto (premendo semplicemente X senza alcuna direzione); mantenersi lontani, temporeggiando e permettendo quindi alla squadra di rientrare (premendo X e spostando l’analogico verso la propria porta); muoversi verso il giocatore contrastandolo, con un rischio più elevato di esser superati dall’avversario (premendo X e spostando l’analogico verso l’avversario). Grazie a queste nuove caratteristiche e ai nuovi ritmi di gioco, sembra che i vari giocatori che facevano affidamento sulle prestazioni dei singoli come Messi e Ronaldo possano trovarsi in netta difficoltà.
In generale i difensori tendono a mantenere la posizione e non a precipitarsi verso il pallone lasciando spazi in difesa, cosa che accadeva spesso finora.
Animazioni
Le mille nuove animazioni promesse da Konami si sentono eccome. Grazie ad esse dribbling, passaggi, tiri e colpi di testa sembrano molto più realistici e fluidi. Oltre al realismo si guadagna anche nell’immediatezza della risposta ai comandi, uno dei problemi di PES 2010.
Arbitri e Portieri
Gli arbitri e i portieri sono stati un enorme problema in PES 2010. In queste prime partite di PES 2011 ho notato con piacere che essi sono notevolmente migliorati. Entrate da dietro vengono infatti fischiate e punite con il giusto, cosa che nel precedente capitolo della serie non sempre accadeva e da questo si potavano trarre vantaggi (purtroppo…). Stessa cosa non posso dire per i portieri. Se infatti notiamo che anche per essi la Konami ha inserito nuove animazioni, rendendo più verosimili le loro movenze, sembra che si debba ancora lavorare bene sull’IA di questi, che lasciano passare qualcosa di troppo.
Elementi sullo schermo
Come avrete notato dai primi video tutti quanti gli elementi come la power bar, la barra della resistenza e i nomi dei giocatori sono stati raggruppati attorno al giocatore. Nel video noterete che vi è una barra sopra al giocatore che compare non appena esso viene selezionato, per scomparire qualche istante dopo: quella indica la resistenza.
Se all’inizio ero invece scettico riguardo la nuova power bar, temendo che fosse fastidiosa, devo dire che giocandoci sono rimasto piacevolmente sorpreso da quest’ultima. La power bar, ricordo, compare in ogni situazione di gioco: tiri, passaggi corti, lanci lunghi e anche rimesse laterali!
Altre impressioni
In PES 2011 troviamo una nuova atmosfera, nettamente migliore di quella di PES 2010, che rende più piacevole l’esperienza di gioco, con il pubblico, sempre più tridimensionale, che reagisce correttamente alle decisioni arbitrali, alle occasioni da gol e ai gol.
Un punto di forza di PES è stato sempre la somiglianza dei giocatori con la realtà. In PES 2011 la Konami ha curato ancora di più le espressioni facciali e i volti. Questo appare evidente nei replay, dove i visi dei giocatori sembrano identici a quelli reali.
Migliorata è anche la fisica generale del gioco. La palla ora assume traiettorie più realistiche e non dà l’idea di essere pesantissima come in PES 2010. Anche i contrasti sono migliorati e si hanno esiti simili a quelli che ci si aspetterebbe nella realtà.
Conclusioni
Considerando lo stato del codice, completo solo al 50%, PES 2011 mi è sembrato un prodotto valido, sicuramente migliore del capitolo precedente, in grado di lottare con la concorrenza. Il controllo a 360°, la nuova atmosfera, il nuovo sistema per le finte e quello difensivo rendono l’esperienza di gioco più appagante. PES 2011 è sviluppato per dare libertà al giocatore di fare quello che si vuole, e così è sembrato: siamo noi a scegliere cosa fare, senza nessun controllo dell’IA su passaggi, tiri o movimenti. Le uniche preoccupazioni riguardano quindi i portieri. Su questi per il momento rimandiamo il giudizio, in attesa di provare una versione più completa del gioco, che potrà confermare o smentire le ottime impressioni avute da questo primo playtest.











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