PESFan.it - Pes 2013 - Pes 2012 - Pro Evolution Soccer 2013 - Pro Evolution Soccer 2012

La Konami inizia a pubblicizzare Pes 2010

Anteprime, Archivio News, Pes 2010

Poco tempo fa durante un torneo di tennis era stato notato un tifoso indossare un cappelleto di Pes 2010. Oggi ci arrivano invece delle immagini da bordo compo del WImbledon AFC, un club calcistico semiprofessionistico inglese. Quanti di voi al posto di quel coming soon che si nota nelle immagini non vorrebbero avere una bella data? Io certamente…

Nuovi dettagli sulla Master League (ENG)

Anteprime, Archivio News
Attenzione: l’articolo è in lingua inglese, tratto dal blog WENB. Per la traduzione in italiano visualizzare questo post.

The first details on PES 2010 Master League have been announced by Konami!

The press release details new features that are ready to be discussed, introducing expanded managerial elements, sponsorship (with real currency), and youth team elements. Hit the jump for all the info and new screens, NOW! Continua a leggere »

Anteprima da Hwupgrade

Anteprime, Archivio News

Anche Hwupagrade ha provato Pes 2010. Ecco l’articolo rilasciato sul loro sito:

“Abbiamo provato una versione dimostrativa di Pro Evolution Soccer 2010, la nuova versione del gioco calcistico prodotta da Konami che vedremo su tutti i formati nel prossimo ottobre. Le principali novità riguardano la grafica, l’atteggiamento della squadra in campo e le abilità dei singoli calciatori.”

Introduzione
Nel cuore dell’estate, il mondo del calcio si concede solo poche settimane di vacanza. Le torride giornate di luglio e agosto, infatti, sono fondamentali per preparare la nuova stagione: calciomercato e ritiri estivi sono le basi su cui ogni squadra costruisce il proprio successo, o il proprio tracollo, per quanto riguarda il campionato che verrà.

E’ così anche nel mondo dei videogiochi calcistici: EA e Konami sono già in ritiro e, in queste ultime settimane prima dell’inizio della nuova stagione calcistica, cercheranno di mettere a segno i ‘colpi di mercato’ vincenti, in grado di regalar loro un autunno trionfale. Konami, inutile girarci intorno, ha del terreno da recuperare: le ultime incarnazioni di PES, infatti, hanno patito oltremisura il passaggio alla next-gen.

Il grandioso vantaggio che il gioco di “Seabass” Takatsuka si era guadagnato sul campo (infatti, laddove Fifa – per anni – aveva abbindolato l’utenza con database sterminati e presentazioni ricche e spettacolose ‘supportate’ da risibili dinamiche di gioco, PES aveva risposto – sbaragliando la concorrenza – con una giocabilità quasi perfetta, un realismo assoluto e un costante impegno nel migliorarsi, che avevano fatto passare in secondo piano la cronica limitatezza di licenze ufficiali e playlist musicali firmate da grandi artisti) si è polverizzato, tanto per i demeriti (o meglio: l’immobilismo) di Konami, quanto per l’impegno di EA. Fifa ha ‘rincorso’ PES per due anni e, approfittando del difficile adattamento del prodotto nipponico alle nuove console HD, nella scorsa stagione ha compiuto il sorpasso.

Seabass e soci non vogliono regalare anche la stagione 09/10 al rivale storico. Per questo il team di sviluppo, ex Kcet, Winning Eleven Productions è al lavoro per ritornare in cima alla classifica delle simulazioni calcistiche. Serviranno ‘acquisti mirati’ e tanto tanto ‘lavoro fisico estivo’ per recuperare il gap messo in mostra dalla scorsa stagione di calcio videoludico, ma sembra che Winning Eleven Productions abbia le idee chiare e la voglia di impegnarsi sul serio.

Questa ‘voglia di rimonta’ si è concretizzata nel nuovo approccio adottato dal Winning Eleven Productions, che ora è molto disponibile, ricettivo ed aperto, tanto alle lamentele degli utenti, quanto ai ‘consigli’ degli addetti ai lavori.

La beta
Lo spirito sembra quello giusto: Seabass ha collezionato migliaia di feedback provenienti da tutto il mondo (e con una certa punta d’orgoglio va detto che l’Italia, in questo processo di raccolta opinioni, è stata tenuta in gran conto, vista la centralità del calcio nel Belpaese e, soprattutto, visto l’elevatissimo numero di copie che PES vende all’interno dei nostri confini), proprio per capire come e dove intervenire sulla sua creatura, in modo da avvicinarla il più possibile alle aspettative dei giocatori di tutto il mondo.

Prova tangibile del nuovo ‘Seabass-style’ si è avuta nella prima metà di luglio, quando un codice (beh… piuttosto grezzo e limitato, ad essere sinceri) beta di PES 2010 è stato messo a disposizione della stampa, per un primo giro di test e di pareri.

La beta – che girava su PC – permetteva di effettuare solo un’amichevole (1 vs cpu o 1 vs 1. Niente online, come ovvio. Ma Konami assicura che quest’anno l’esperienza in rete sarà perfetta. E magari ricca di modalità innovative) tra Liverpool e Barcellona (come dimostra quasi tutto il materiale riguardante Pes 2010 attualmente in circolazione, queste sono le due squadre su cui – in questa fase – il team Winning Eleven Productions si è maggiormente concentrato), ambientata ad Anfield in un pomeriggio assolato (niente stadi alternativi, o diversi orari/condizioni meteo testabili, dunque).

Le prime operazioni che un conscious gamer dedito a PES si preoccupa di effettuare sono quelle riguardanti il settaggio della squadra e la scelta della formazione. I menu gestionali si presentano scarni e funzionali, come è sempre stato nella tradizione del gioco di Seabass. Quello che colpisce, da subito, è una maggiore eleganza complessiva: sembrano essere – finalmente! – stati accantonati murales e graffiti che caratterizzavano PES 2009: un menù agile e sobrio, quindi, ci accompagna negli spogliatoi, da sempre cuore pulsante di PES.

La formazione si presenta in una veste tradizionale, anche se più chiara e ‘pulita’ delle ultime incarnazioni di PES: a fianco del cognome di ciascun atleta, oltre alla posizione in cui è schierato e alla freccina colorata che ne certifica lo stato di forma, c’è posto per un singolo numero, che ci mostra il valore ‘medio’ del giocatore. Un’intelligente novità, mutuata da FIFA, sta nel fatto che, posizionando un atleta fuori ruolo, si verrà ‘puniti’ da un drastico crollo del valore numerico indicante l’abilità del giocatore stesso: sarà così lampante l’errore tattico di schierare, ad esempio, un Messi al centro della difesa. Utilizzando i dorsali del pad è possibile raggiungere la ‘classica’ scheda delle qualità del calciatore. Al momento non sono state implementate nuove caratteristiche ‘base’: ogni giocatore è valutato (da 1 a 99) secondo i parametri visti negli ultimi anni.

Le novità

Sono le abilità ‘speciali’ ad aver subito una vera rivoluzione: le vecchie stelline che ‘regalavano’ agli atleti più forti capacità uniche, deputate ad una caratterizzazione più accurata degli stessi, sono state sostituite da ‘figurine’, delle piccole icone, denominate CARD. La loro funzione dovrebbe essere esattamente quella delle stelline dei vecchi PES. Ma cambiano quantità e categorie: ad una prima occhiata le card sembrano essere più numerose delle stelline.

Esse, poi, sono suddivise in tre categorie. Quella di base, tipica del ruolo di appartenenza, è composta da card comuni a praticamente tutti i pariruolo. Quella intermedia, aggiunge card più ricercate, che solo abili interpreti del ruolo possono possedere. La vera novità, però, è rappresentata dalle card delle superstar: i grandi campioni, infatti, possiedono le abilità più rare ed efficaci. Queste ‘super-card’ dovrebbero andare ad incidere molto pesantemente sulla condotta delle star in campo. Per questo, in ogni partita, sarà possibile decidere se e quali di esse si desidera ‘attivare’. È opportuno fare degli esempi: nel Liverpool abbiamo potuto testare le super-skill di Mascherano, Xabi Alonso, Gerrard e Torres.

Nello specifico: Mascherano gode di una capacità per cui, non appena un compagno di reparto verrà privato del possesso del pallone, si fionderà alla caccia della sfera, aggredendo con decisione l’avversario. Xabi, da buon regista, ha una super-abilità che gli dovrebbe consentire di servire con maggiore precisione in profondità le punte. Gerrard ha due super-skill: una denominata free roaming che, presumibilmente, gli consentirà di ‘svariare’ liberamente per il campo, anche lontano dalla propria posizione, nel caso l’azione offensiva lo richieda. Il secondo ‘potere’ del capitano dei Reds riguarda i tiri dalla distanza: ragionandoci su, si è giunti alla conclusione che, attivandolo, si farà in modo che il buon Steven, quando controllato dalla cpu, perché non in possesso di palla, si mantenga con maggiore frequenza sui trenta metri, in posizione ideale per sparare a rete una delle sue proverbiali bordate.

Anche Fernando Torres gode di una doppia super-skill: fox in the box lo porterà a prediligere il gioco di sponda. Attivandola vedremo il biondo delantero giocare spalle alla porta, facendo perno sui difensori avversari, in modo da effettuare sponde per gli inserimenti dei compagni. Un vero centroboa, insomma. L’altra capacità speciale dell’ex puntero dell’Atletico Madrid è quella di giocare costantemente sulla linea della difesa avversaria, in modo da beffare la trappola del fuorigioco e approfittare con maggiore facilità dei passaggi filtranti.

Questo sistema, dopo questa prima prova, non convince appieno. Per prima cosa ci sono delle perplessità ‘concettuali’: queste super-card, da come sono state sin qui presentate, più che vere e proprie abilità sembrano essere delle scelte tattiche. Sensatamente, far sì che un giocatore deambuli pochi metri fuori dall’area per sfruttare il proprio gran tiro, non è qualcosa connesso con le capacità dell’atleta: è qualcosa che decide l’allenatore a tavolino (intendiamoci: in preda alla follia, potrei volere che un’operazione del genere la faccia Gattuso. Il buon Rino, quindi, potrebbe attendere palloni utili sui 30 metri, salvo poi spararli in curva!!!). Esse, quindi, dovrebbero essere inserite nei settaggi del modulo, non nelle schede personali dei calciatori, a disposizione solo dei super campioni. Altra perplessità riguarda la contraddizione di alcune di queste skill, comunque attivabili in contemporanea (ad esempio il fox in the box di Torres, a rigor di logica non dovrebbe potere coesistere con la skill che consente allo stesso centravanti di giocare sulla linea del fuorigioco). E poi… perché dovrei disattivare skill ‘inequivocabilmente utili’, come il ‘recupero aggressivo’ attribuito a Mascherano?

Oltre a queste considerazioni ‘concettuali’, va anche detto che, alla prova sul campo, non siamo riusciti a notare un comportamento marcatamente diverso da parte degli atleti con super-skill attive. Ma forse è stata solo questione di (poco) tempo.

Non abbiamo avuto modo di soffermarci sulle opzioni ‘tipiche’ della gestione tattica della squadra, ma moduli e impostazioni dei movimenti erano, a prima vista, molto familiari (e quindi convincenti). Quello che abbiamo potuto approfondire a dovere è la nuova feature della gestione complessiva dell’atteggiamento di squadra. PES 2010, infatti, introduce un’interessantissima modalità già presente – anche se molto più limitata – in Fifa 09, che renderà possibile, con poche semplici mosse, incidere pesantemente sul comportamento del nostro undici.

In pratica, ci sarà un menu apposito deputato al settaggio dello stile della squadra in cui, attraverso delle semplici ‘stringhe’ numeriche (con valori da zero a cento), si potrà settare l’atteggiamento del team in molteplici aspetti. Per esempio si potrà decidere l’intensità (e l’altezza) del pressing, si potrà determinare la distanza dei reparti in fase difensiva oppure quanto i giocatori di fascia dovranno stare ‘larghi’ durante gli attacchi. O ancora: quanto la difesa dovrà stare ‘alta’ per cercare di applicare la tattica del fuorigioco, o quanto i giocatori, in fase d’attacco, dovranno accompagnare il portatore di palla per garantirgli supporto.

Ci sono davvero molte sfaccettature su cui lavorare per creare una squadra ‘perfetta’ ed in grado di fronteggiare l’avversario di turno. Quello che più conta, però, è che, una volta in campo, queste decisioni si possono davvero toccare con mano: se si deciderà di impostare una squadra ‘corta’, con poca distanza tra i reparti e una difesa molto alta, vedremo il nostro undici, compattissimo, preoccuparsi di occupare solo una piccola porzione di campo, rendendo davvero difficile la manovra avversaria. Si tratta, certamente di un’opportunità interessante che, al momento, pare decisamente più approfondita ed efficace di quanto offerto da Fifa 09.

In campo

Ed ora è tempo di scendere in campo. La beta non presentava nessuna introduzione alla partita e ha tempi di caricamento praticamente nulli. Appena scesi in campo, veniamo accolti da un’ampia panoramica di Anfield Road. Ma quello che subito colpisce è quello che sentiamo: la curva dei Reds si produce in realistici e coinvolgenti cori che ci immergono davvero nel clima infuocato di uno stadio inglese. L’impatto dell’audio è davvero notevole. Questo sontuoso accompagnamento ci segue per tutti i 90 minuti di gara. E non è affatto male. Poco da dire, invece, sul commento: era testabile solo una scarna telecronaca in inglese (tutto, comunque, lascia supporre che Pardo e Altafini torneranno, dopo l’ottimo lavoro della scorsa stagione). Mancano ancora i suoni ambientali, come quello dell’impatto con il pallone.

Ma cosa si prova, palla al piede? Sinceramente, i timori prima di questa prova non erano pochi. Le ultime incarnazioni di PES, infatti, erano state una pesante delusione, tanto dal punto di vista del realismo, quanto da quello del divertimento. Ora, dopo poco più di tre partite a PES 2010, le impressioni, per quanto da confermare quando sarà possibile provare qualcosa di più corposo, sono buone. Proprio buone. Nel complesso, nessuno ha abbandonato il PES-feeling. Impugnando il pad si torna subito alle sfide infernali tipiche delle nottate tra amici, con birra, pizza e tanta voglia di vincere (difatti, appena scatta la possibilità di sfide incrociate tra giornalisti, cala il silenzio. Nessuno – anche se si ride e scherza – vuole perdere. Almeno, io no di certo).

Dunque. I giocatori hanno un peso. Finalmente. Basta improbabili coast-to-coast. Basta dribbling innarrestabili, repentini (ed incontrastabili cambi di direzione). Adesso c’è bisogno di qualche istante per permettere – coerentemente con la fisica – di far cambiare direzione agli atleti. I difensori possono difendere: usano il fisico e, beneficiando del ‘maggior peso’ degli attaccanti, possono adottare le contromisure adeguate per fermare l’incedere dell’Ibra di turno. A prima vista, poi, in soccorso dei difensori, ci sono degli interventi ‘automatici’ (tackle e spazzate) che danno un occasionale, insperato e non fuori luogo aiuto ai poveri terzini. Che siano in qualche modo collegati alle ‘card-skill’? Al momento non ci è dato saperlo.

Insomma, un generale ‘appesantimento’ dei 22 in campo ha portato ad un assolutamente salutare abbassamento complessivo dei ritmi di gioco. Non si raggiungono (per fortuna) gli eccessi di Fifa, laddove il dribbling nello stretto cominciava a diventare un’utopia e, pur non essendo scomparsa del tutto la sensazione di un gioco troppo ‘nervoso’ (i principali artefici di questa poco realistica impressione sono, ancora una volta, i repentini dribbling automatico-laterali. Sono di meno, sono maggiormente contrastabili, ma ci sono ancora), la partita di PES 2010 si gioca con coerenza e divertimento.

Qualche dubbio maggiore riguarda il controllo di palla: esso non sembra ‘morbido’ a dovere: i giocatori tendono a stoppare la sfera come se la stessa fosse dura e metallica, finendo così – durante il primo tocco – eccessivamente esposti al recupero dell’avversario. Potrebbe essere che l’aggiunta delle animazioni ‘mancanti’ sia la chiave per ammorbidire il controllo di palla. Vedremo.

Bene – come al solito – dal punto di vista dei passaggi: precisi, versatili e ben padroneggiabili. Tanto i lanci lunghi, quanto gli appoggi e i filtranti. Dopo questo primo test, la sensazione è che i passaggi tra i giocatori non seguano più ‘binari’ eccessivamente rigidi: adesso sarà (giustamente) possibile sbagliare anche un appoggio relativamente semplice, se si immetteranno input scorrette, per quanto riguarda direzione e forza. Un po’ meno soddisfacenti sono parse le conclusioni a rete: se i tiri dalla distanza restano ben fatti (soprattutto, come è caratteristica di PES, la fisica del pallone appare corretta, per cui i tiri dalla distanza sono – effettivamente – ‘siluri’ tesi e potenti), qualche perplessità sopravviene quando si va a calciare a pochi passi dal portiere: qui la direzione del tiro sembra un po’ troppo ‘guidata’ dall’IA. Inoltre la possibilità di optare tra un tiro forte ed uno preciso è macchinosa e, a conti fatti, poco redditizia.

Menzione doverosa per quanto visto a proposito di IA: i compagni di squadra – pur non avendo avuto modo di pianificare con cura le strategie di squadra – avanzano intelligentemente anche senza palla, offrendo costanti – e credibili – alternative a chi attacca. L’avversario computerizzato è parso molto ben preparato quando si tratta di difendere, un po’ meno quando attacca. Ma non era possibile settare la difficoltà di gioco, quindi, presumibilmente, le cose potranno migliorare.

I portieri, per quanto si è potuto vedere, rispondono bene quando sono tra i pali. Commettono qualche errore di troppo nelle uscite basse, quando – spesso – si perdono il pallone per strada. Ci è stato comunque assicurato che alla Konami sono ancora al lavoro sull’IA degli estremi difensori. Totalmente assente, in questa beta, la gestione approfondita dei calci piazzati, per cui ogni commento è da rimandare.

Grafica
La grafica costituisce un’altra positiva novità. Il motore non è stato creato da zero, ma è una clamorosa evoluzione di quello di PES 2009. Ci è stato detto che alcune animazioni, di ‘collegamento’ tra le singole azioni dei giocatori, dovranno ancora venire aggiunte e rifinite, ma già in queste condizioni l’impressione è molto buona. Si è – finalmente – davanti ad un prodotto Next gen.

Se nei primi piani gli atleti sono assolutamente identici alle controparti reali e le magliette si piegano con coerenza fisica, senza essere ‘incollate’ ai calciatori, è nell’insieme, nelle visuali di gioco, che PES 2010 stupisce. Come al solito, rispetto a Fifa, c’è un ‘sapore’ più cartoonoso nella resa grafica dei giocatori, ma questa volta i dettagli, le animazioni (l’imbarazzante ‘corsa robotica’ dello scorso anno è scomparsa), i giochi di luce e i modelli sono di gran qualità. Colorato e pimpante, PES 2010 resta comunque una fedele trasposizione visiva del gioco del calcio. E ben realizzata.

Le visuali di gioco sono le solite – efficacissime – della tradizione PES. Non è ancora tornata la mitica opzione per settare l’angolazione della camera quando l’azione arriva sotto porta (era presente negli ultimi PES per PSX e in quelli per PS2), in modo da farla ruotare per evitare di vedere l’area di rigore troppo ‘di profilo’ (e quindi poco chiaramente). Può darsi che non tornerà mai più. In ogni caso, nonostante le visuali possibili non siano moltissime, risultano ancora più efficaci di quelle che – sin qui – ha offerto Fifa.

Sono tre le principali introduzioni che hanno consentito il passo avanti nella grafica. Innanzitutto è stato rivisto il sistema di illuminazione, grazie al quale abbiamo adesso più dettagli nei volti dei giocatori e nel loro corpo (è, ad esempio, possibile scorgere i peli sulla pelle). Inoltre, è stato aggiunto un nuovo filtro per i colori, che rende l’immagine ancora più viva e sicuramente più realistica rispetto ai precedenti capitoli di PES. Infine, è stata introdotta una tecnologia per il calcolo delle self-shadow, che rendono possibile la proiezione dell’ombra generata dalla sagoma del calciatore su altre parti del corpo del calciatore stesso.

Il gioco gira già a un frame rate ottimale su una macchina comunque non potentissima. Da questo punto di vista, il motore grafico di PES 2010 sembra più performante di quello di Fifa 09 su PC e, in prospettiva, meglio ottimizzato di quello di Fifa 09 anche su console.

Conclusioni
Dopo questo test, seppure molto breve ed effettuato su una versione piuttosto ‘primitiva’ del codice, si può concludere che c’è da essere ottimisti. Konami sembra aver deciso, finalmente, di rimboccarsi le maniche per dare del filo da torcere al suo agguerritissimo concorrente. Questo si è tradotto – a prima vista – in tre fondamentali rinnovamenti: per prima cosa, il motore grafico, pur non essendo stato riprogettato da zero, offre comunque un degno ‘spettacolo’ next-gen.

Rimane più ‘cartoonoso’ rispetto a quello di Fifa, ma è più dettagliato, con atleti più somiglianti e ‘belli’. In generale risulta credibile e ricco di dettagli. Anche nelle visuali di gioco ‘lontane’ non paga dazio. La seconda novità riguarda le ‘stringhe’ numeriche che, editate, consentono di impostare l’atteggiamento della squadra in campo, secondo moltissimi punti di vista. Quello che conta è che questi settaggi, oltre ad essere davvero numerosi, alla prova del campo, paiono funzionare per davvero. Terza novità è quella delle skill-card, attivabili in modo da influenzare il comportamento dei campioni sul terreno di gioco. Pur essendo un’idea interessante, essa, oltre ad apparire incoerente all’interno della gestione tattica d’insieme del team, non ha dato, durante le partite di prova, risultati apprezzabili. Forse servirà un test più approfondito.

Andando a fondo (per quanto possibile dopo solo una manciata di partite), PES sembra essere tornato su un sentiero più simulativo, rallentando i ritmi di gioco attraverso ‘l’appesantimento’ degli atleti in campo. I dribbling stretti non sono compromessi, ma non sono nemmeno quella caotica accozzaglia di repentini cambi di direzione ed animazioni automatiche che avevano ammorbato gli ultimi PES. La giocabilità resta ad altissimi livelli e, grazie a questi accorgimenti votati al realismo (si può ancora sperare in qualche miglioramento, da questo punto di vista. Ma le buone intenzioni quest’anno ci sono), le partite sono gratificanti, e meno cervellotiche di quanto ha offerto Fifa nel suo ultimo capitolo.

Il rinnovato approccio di Konami (ora più aperta ed attenta ai feedback di utenti e stampa), sembra aver riportato Seabass & co. sulla strada giusta. Ora bisogna aspettare le mosse di EA e – soprattutto – una prova più corposa di PES 2010. Però il solo fatto di desiderare una nuova prova a PES è di per sé indicativo.

Anteprima da mondoXbox

Anteprime, Archivio News

I primi due capitoli next-gen della serie PES hanno deluso le aspettative di molti, fallendo nel portare quei miglioramenti nella grafica e nel gameplay promessi in precedenza dagli sviluppatori: sembra però che, con PES 2010, Konami voglia fare sul serio: vi riassumiamo nella nostra anteprima tutto quel che sappiamo del gioco, che promette di scaldarci nuovamente i cuori come una volta.

Quando ad aprile Konami annunciò lo sviluppo di PES 2010, il team di Shingo Takatsuka (per gli amici Seabass) promise ai fan un completo restyling per quanto riguarda la veste grafica del gioco, l’approccio tattico e gli effetti sonori, con lo scopo di ottenere un’esperienza più realistica e gratificante rispetto al passato. Stando alle dichiarazioni di Konami, PES 2010 sarà non una simulazione calcistica, ma “la” simulazione calcistica. Vediamo insieme quali novità aspettarci dal gioco.

In primo luogo sembra che l’Intelligenza Artificiale sia stata notevolmente migliorata: i giocatori in campo si muoveranno ora in maniera adeguata in base al contesto di ogni azione. Mentre un giocatore è in possesso della palla, i suoi compagni di squadra riusciranno a seguire con attenzione i suoi movimenti e ad agevolarlo in tutte le sue manovre; allo stesso tempo gli avversari riusciranno sempre a coprire sul campo tutte le zone di difesa e di attacco e a contrastare, nel contempo, le manovre del portatore di palla della squadra nemica. Spariranno anche le papere dei portieri, che avanzeranno o resteranno fermi tra i pali a seconda dell’azione di gioco. Sembra che sarà rimosso anche il difetto della regola del vantaggio presente in PES 2009: gli arbitri non interromperanno il gioco se l’azione continua a favore della squadra che ha subito il fallo. Gli sviluppatori promettono che anche il commento sarà più coinvolgente descrivendo bene l’azione in corso: durante le varie partite, i commentatori (almeno per quanto riguarda la versione inglese del gioco) accenneranno anche ad importanti eventi del passato.

Il comportamento sul terreno di gioco cambierà in base al team scelto: ad esempio giocando con il Liverpool e poi con il Barcellona e provando per ognuna tattiche con modulo 4-3-3 e 4-5-1, le strategie difensive e di attacco risulteranno diverse in base all’approccio usato dalle singole squadre. Quindi i team che decideremo di gestire dovrebbero rispettare le peculiarità delle controparti reali: ad esempio se ad un Barcellona che ama attaccare di continuo imporremo sin dall’inizio della partita un modulo difensivo, l’intera squadra ne soffrirà.

In PES 2010 verrà inoltre implementato un sistema di abilità del giocatore molto simile a quello visto in FIFA 09: a differenza dei precedenti episodi, i calciatori non avranno più le famose stelline che contraddistinguevano le loro capacità, ma verranno dotati di una particolare barra che andrà da zero a cento. Ciascun giocatore verrà corredato di una “Carta giocatore” che servirà a farci capire bene le sue caratteristiche. Sarà possibile vedere in quale caratteristica un atleta spicca e in quale meno, e in base al nostro stile di gioco dovremo cercare di insegnargli meglio a difendere o ad attaccare, a dribblare e così via. Grazie a questa nuova feature, avremo la possibilità di allenare a nostro piacimento tutte le nostre rose preferite. Tenendo presente che ogni “Carta giocatore” comprenderà fino a 12 abilità e potrà essere attivata o disattivata a seconda dello stile che vorremo adottare, è facile comprendere come potremo dare sfogo all’infinito alle nostre capacità manageriali. Soltanto un giocatore dotato di precise “carte abilità” come la corsa, la precisione e lo scatto sarà in grado di eseguire bene le azioni più difficili come ad esempio crossare in corsa. Tuttavia anche i calciatori più abili avranno difficoltà a liberarsi dei difensori se non li correderemo di determinate abilità.

Rispetto a PES 2009, la velocità in campo è stata ridotta per permettere ai giocatori un controllo della sfera più ragionato e le azioni si baseranno su un gioco di passaggi corti o filtranti molto più accurati: non sarà facile segnare se non si giocherà in maniera ponderata. Non ci saranno più quei brutti tiri “flipper” che erano prerogativa del precedente episodio della serie, ma sarà possibile effettuare i potentissimi tiri da fuori area con, ad esempio, Gerrard o Ronaldo. Se effettivamente PES 2010 porterà un’azione più ragionata, sarà interessante studiare bene le posizioni da far rispettare in campo ai singoli calciatori. Se ad esempio porremo le due ali rispettivamente all’estrema destra e sinistra del rettangolo di gioco ed imporremo ai difensori di marcare le punte del team avversario, dovremmo poter riuscire a giungere alla porta avversaria con una serie di raffinati passaggi. Tutto questo, ovviamente, potrà essere portato avanti solo se le azioni di gioco saranno effettivamente meno frenetiche di quelle di PES 2009.

Anche i rigori ed i calci di punizione potranno ora essere eseguiti con estrema precisione grazie alle levette analogiche del pad: dopo aver impostato la traiettoria di tiro, potremo ulteriormente calibrare il pallone in potenza e direzione. La fisica del pallone sarà più realistica e principalmente nei contrasti e nei rimbalzi si dovrebbe avvertire la giusta pesantezza che ci si aspetterebbe da un vero pallone di cuoio.

Tuttavia se da un lato troveremo novità inerenti ad un’azione più ragionata e un’intelligenza artificiale di giocatori e arbitri più accurata, quello che ci aspettiamo venga ulteriormente migliorato sono le animazioni dei calciatori: eccezion fatta alcuni dribbling, finte e miglior realizzazione degli stop di petto, le animazioni sembrerebbero essere ancora troppo simili a quelle viste nei precedenti capitoli della serie. Konami ha però spiegato che il gioco è attualmente al 50% dello sviluppo, e che il team ha ancora tempo per approfondire questo aspetto.

Da quando è nata la serie di PES, la modalità che ha fatto innamorare tutti i videogiocatori appassionati di calcio è stata la Master League, che quest’anno dovrebbe sfoggiare ben due nuovi tornei con relative stagioni: la Champions League e la Europa League. La novità risiede nel poter disputare la Master anche online. Gli sviluppatori hanno garantito che le modalità online non avranno alcun problema di disconnessioni o lag, ma sono promesse che abbiamo sentito anche in occasione delle precedenti edizioni, quindi speriamo che stavolta vengano mantenute. Inoltre chi è connesso online dovrebbe poter aggiornare costantemente le proprie squadre in base all’andamento del calciomercato.

La modalità “Diventa un mito”, già presente in PES 2009, ci proporrà ora competizioni inedite che, se vinte, arrederanno la nostra stanza trofei con nuovi premi. Il giocatore che faremo diventare “un mito” potrà giocare anche nella Master League. Sul fronte licenze inoltre, per lungo tempo tallone d’achille della serie, troveremo la Liga spagnola al completo con tutte le maglie ed i giocatori originali e per la prima volta la Bundesliga, anche se per quest’ultima è ancora da confermare quali saranno le squadre con licenza ufficiale.

Quello che tutti si aspettano è anche una veste grafica rinnovata e all’altezza della concorrenza: anche qui sembra che il prodotto finale non dovrebbe deludere. Konami ha dichiarato che si sta svolgendo un lavoro molto accurato per quanto riguarda le divise dei giocatori, che si piegheranno e sgualciranno realisticamente, e le maglie potranno essere portate anche fuori dai pantaloncini secondo il nostro gusto. Dovremo inoltre aspettarci un alto realismo nella riproduzione e nelle espressioni del viso di ogni singolo atleta. Benzema, Torres, Anelka, Messi e tanti altri calciatori famosi avranno esultanze differenti dopo un gol. Il team di sviluppo assicura un sistema di illuminazione con nuovi effetti di luci ed ombre capace di rendere le scenografie estremamente realistiche: gli stadi saranno tutti originali e resi alla perfezione, e anche l’erba sembrerà reale. Per finire, il pubblico non risulterà più una distesa di figure “di cartone” realizzata con pochissimi poligoni ma sarà completamente tridimensionale. I cori dei tifosi e tutti gli effetti del pubblico nel corso di una partita saranno migliorati, così come sarà migliore la gestione della telecamera da lontano, che poi è quella che preferiamo, utilissima per avere sotto controllo gran parte del rettangolo di gioco.

Questo è quello che per ora sappiamo del gioco: le novita sono davvero tante e sembra che PES 2010 abbia tutte le carte in regola per un ritorno in grande stile. Tra poco più di un mese, nel corso della grande fiera GamesCom 09 di Colonia, avremo l’opportunità di provarlo per saggiarne di persona le qualità: restate quindi in attesa del nostro articolo hands-on!

Anteprima da VGN

Anteprime, Archivio News

Incominciate la preparazione atletica… PES sta per tornare!

Ebbene si. Nonostante manchino ancora alcuni mesi alla sua uscita, Pro Evolution Soccer 2010 (che sarà disponibile per Playstation 3, Xbox 360, PC, PSP e Playstation 2) ha già attirato a se molti amanti del genere, animati soprattutto dai possibili miglioramenti che la buona Konami ha promesso di concretizzare con l’uscita di questo attesissimo nuovo capitolo. Certo è che questa volta, non potranno essere commessi passi falsi. Tra i fan c’è molta eccitazione (e curiosità) per questa nuova uscita, ma serpeggia anche un pizzico di diffidenza: lasciatecelo dire, può esser giustificabile. Nonostante PES 2009 fosse sicuramente altra cosa rispetto al passo falso del 2008, il principale avversario era – probabilmente – di un pelo superiore, specie prendendo in esame la parte online o il realismo, da sempre piatto forte della serie.

Un gameplay non molto realistico, infatti, alcuni difetti per quanto riguarda l’IA (difficile trascurare l’arbitro odioso che fischia fallo per ogni minima entrata ed i giocatori onestamente poco svegli) e soprattutto, difetto parecchio sentito dai fan, la giocabilità in rete. Giocabilità pressoché inesistente, per quanto ci riguarda. Non a caso, PES 2009 è stato superato da FIFA 09 di EA, acerrimo nemico in un conflitto che esiste ormai da anni e che con l’uscita di questo nuovo titolo si rianimerà ampiamente. Le domande sono due, chi vincerà? Ma soprattutto… Konami riuscirà a mantenere le promesse fatte, questa volta? Staremo a vedere chi la spunterà. Per adesso limitiamoci ad esaminare con cura ogni dettaglio che PES 2010 ci promette di presentare.

Bei vecchi tempi…

Per quanto riguarda i miglioramenti che Konami cercherà di apportare al nuovo titolo, sembra ci possa essere un gradito ritorno alle origini. Infatti, da quanto dichiarato dai produttori stessi, per PES 2010 verranno riadattate alcune caratteristiche del gameplay presenti già dai primi capitoli della famosa saga. Alcuni esempi? Si parla di velocità di gioco, di IA, delle movenze e di altre piccole chicche familiari agli aficionados. Per quanto riguarda la velocità, sembra che in questo titolo le azioni si svilupperanno più lentamente rispetto ai titoli precedenti, caratteristica ottima per chi ama giocate ben costruite. Passaggi più precisi e ben ponderati saranno all’ordine del gioco, e non basterà semplicemente passare la palla al più veloce ed entrare in porta come invece capitava in PES 2009. Questo quindi va anche ad incidere sulla difficoltà del gioco stesso. Anche qui, c’è molta titubanza, data la sconcertante facilità di vittoria del titolo precedente. Insomma, se non c’è difficoltà non c’è sfida e, di conseguenza, non c’è neppure gusto. E’ proprio questo che Konami deve cercare, di rendere le cose un pizzico più difficili, per piacere.

Certo, la velocità non basta a produrre un capitolo degno di nota. Per questo motivo, infatti Konami ha deciso di potenziare l’IA delle varie squadre, che potranno contare sul contributo del nuovo Teamvision 2.0. Questo vuol dire che giocatori, arbitri e team avranno caratteristiche più realistiche e vicine alla realtà. Per capire meglio in cosa consiste questo miglioramento facciamo un paio di esempi: per quanto riguarda l’intelligenza artificiale dei giocatori e delle squadre, immaginiamo di avere un giocatore strepitoso nei cross (Cristiano Ronaldo, ad sempio) e di trovarci proprio sulla fascia da lui predominata. I compagni di squadra, grazie alla nuova IA, saranno consapevoli di chi ha la palla e di conseguenza, data l’elevata probabilità di un buon cross, le torri effettueranno un inserimento in area più efficiente rispetto, magari, a come lo farebbero aspettando un cross di un giocatore che litiga coi piedi, più che averli di velluto (un esempio è Gattuso, straordinario interprete di centrocampo, ma dal tocco un po’ “ruvido”). E’ quindi lecito attendere un maggiore realismo per quanto riguarda le azioni in campo e le possibilità di giocate.

“Ma che partita stai vedendo?” “Nonno, guarda che è un gioco…”

Parlando della grafica, della fisica e delle modalità di gioco, anche qui sono previsti miglioramenti che, se realizzati con cura, possono contribuire significatamente al successo, e al ritorno del vero ed unico simulatore calcistico, da un po’ di tempo è rimasto “in panchina”. PES 2010 presenterà una grafica più accurata e dettagliata, movenze più realistiche e naturali, e le caratteristiche dei giocatori quali stazza, abilità speciali, velocità, resistenza e quant’altro, saranno più bilanciate (ad esempio un contrasto tra Messi e Materazzi sarà sentito più dal piccolo genio del calcio che dal trattore interista). Pare ci sarà anche la possibilità di interagire maggiormente con in giocatori in campo durante una partita: avremo la possibilità di decidere sul momento quali giocatori inserire in area e come disporli. Una maggiore interazione, quindi, col gioco stesso che, se sfruttata a dovere, fornirà al videogiocatore l’impressione di essere veramente padrone della squadra. Il problema però è sempre uno: sfruttare a dovere le idee. Non ci si scorda facilmente delle promesse già fatte prima dell’uscita di PES 2009, non mantenute, che hanno portato alla diffidenza estrema molti acquirenti. Questa volta Konami è veramente sotto pressione, e il team di sviluppo lo sa bene.

Riconfermate anche le modalità di gioco come la Master League, i vari campionati e le coppe, anche se con qualche chicca in più. Intanto, c’è da segnalare l’acquisto delle licenze di alcuni nuovi club, dell’Europa League, e quelle riguardanti la Champions League. Parlando della Master, oltre all’inserimento di altri aspetti manageriali, ci sarà la possibilità di giocare anche la Champions con la propria squadra (finalmente!), opportunità non da poco. La grafica, come già accennati, sembra esser migliorata di molto e un buon riscontro lo si nota nel trailer rilasciato dalla software house non troppi giorni fa. In questo video possiamo ammirare un abilissimo Lionel Messi mentre si divincola tra avversari con una maestria disarmante. La grafica è davvero di alto profilo, anche se si tratta di un filmato, quindi probabile Computer Grafica. Nonostante ci sia ancora del lavoro da fare, se il risultato della grafica di gioco si avvicina a quello del filmato, possiamo dire con certezza che il target prefissato da mamma Konami è stato raggiunto. Da evidenziare anche nuove finte ed esultanze caratteristiche di alcuni giocatori, piccole aggiunte che fa sempre piacere notare.

Ormai le formazioni sono fatte, manca solo il fischio d’inizio.

Non sono state rilasciate molte notizie per quanto riguarda la modalità online. L’unica buona notizia viene dal buon Naoya Hatsumi (produttore del gioco) che afferma la consapevolezza dell’importanza di tale modalità. Speriamo quindi in un miglioramento anche per quanto riguarda la funzione in rete. Possiamo concludere questa anteprima dicendo che stavolta Konami sembra proprio non voler lasciare terreno a nessuno. Vuole riprendersi il titolo di miglior simulatore calcistico al mondo, cosa mica facile dato che dall’altra parte c’è sempre una concorrente altrettanto agguerrita come EA Sports (da non sottovalutare). Insomma, dato che siamo in tema, è come se Konami stesse giocando una finale, dove non ci sono pareggi, ma solo vittoria o sconfitta. Nonostante l’idea di avere due simulatori perfetti ci attizzi non poco, sappiamo bene che uno l’avrà vinta sull’altro, è così da sempre. Certo che, però, sperare che entrambi i titoli siano straordinariamente validi ha il suo perché…

Anteprima da EuroGamer.it

Anteprime, Archivio News

Necessità di rinnovamento, questa è la principale sensazione che si prova quando si pensa a Pro Evolution Soccer. Il terreno perso in questi anni da parte di Konami è stato decisivo, infatti con l’avvento della nuova generazione EA Sports ha saputo progressivamente ergersi come simulazione calcistica per eccellenza, lasciando allo storico rivale la nomea di titolo più orientato verso dinamiche arcade, capovolgendo di fatto lo scenario rispetto a un tempo.

Per questo e altri motivi il nostro primo approccio a PES 2010 ci ha insolitamente sorpreso. Nel corso della nostra visita negli studi del distributore, abbiamo infatti potuto mettere le mani su una prima versione giocabile che, sebbene girasse su PC e fosse piuttosto indietro nello sviluppo, ha destato una buona impressione. Dopo anni di dubbi e lamentele da parte degli appassionati, gli sviluppatori hanno deciso di mettersi a disposizione dei propri utenti e di portare avanti il lavoro tenendo in considerazione i feedback negativi avanzati dal pubblico, in particolare per la carenza di realismo, per la veste grafica e la qualità del gioco online.

Sebbene Konami sia al lavoro su un nuovo motore grafico, che tuttavia sarà implementato solamente il prossimo anno, le modifiche apportate al vecchio engine sono evidenti, soprattutto per quanto concerne l’illuminazione, l’utilizzo dei filtri cromatici e la credibilità di giocatori e stadi. I calciatori sono più curati rispetto al passato, le loro espressioni facciali cambiano in base alle situazioni e in alcuni casi le somiglianze con le controparti reali sono davvero degne di nota. Tra quelli che abbiamo avuto modo di vedere spiccano Torres o Carragher su sponda Liverpool, mentre Puyol, Xavi e Yaya Tourè sono tra i più fedeli nel Barcellona, tanto per citarne alcuni.

Non solo ma anche le animazioni, seppur ancora incomplete, durante la partita ci sono sembrate più adeguate e credibili rispetto al passato, affinando parzialmente i cosiddetti cambi di direzione “su binari”, altro difetto di vecchia data della serie, o la sensazione di scarso realismo nella corsa degli atleti. L’unico stadio disponibile nella demo era Anfield Road, storica struttura in cui si esibisce il Liverpool e la qualità del pubblico è stata finalmente incrementata introducendo una terza dimensione e migliorando la resa visiva sia nelle panoramiche che negli scorci durante lo svolgimento dei match.

Anche le novità sul piano del gameplay si preannunciano interessanti e volte principalmente a raggiungere uno standard di realismo che possa giocarsela alla pari o quasi con un FIFA in grande forma, che ormai tutti conosciamo molto bene. Il lavoro operato sull’Intelligenza Artificiale dovrebbe conferire nuova linfa al gioco offline, principalmente andando ad incidere sui comportamenti dei portieri e sui movimenti compiuti dai compagni quando non hanno il possesso della palla.

Questo genere di meccanismi potrà essere controllato in modo più o meno approfondito dall’utente stesso grazie ad un sistema chiamato “Slider”, che consentirà di personalizzare il lavoro della squadra migliorando la strategia e le tattiche utilizzate, andando ben oltre la semplice selezione del modulo o delle marcature.

Un’insieme di indicatori (sotto forma di barre) permetterà così di decidere l’incidenza del pressing, la compattezza della squadra, quindi se giocare in spazi stretti o con una manovra maggiormente ariosa e ancora decidere l’altezza della linea difensiva, lo stile d’attacco e di difesa, la strategia difensiva (giocare o meno con il libero) e infine lo Switch, ovvero la possibilità di far invertire la posizione di due giocatori in determinate situazioni di gioco, ad esempio facendo inserire un centrocampista in avanti o scambiando la posizione di un attaccante con quella di un esterno.

Quest’ultimo aspetto favorirà in particolare le sovrapposizioni e i cambi di velocità negli spazi, permettendo fraseggi ad ampio respiro. Muovendo ciascuno di questi valori verso il massimo o il minimo si potranno osservare i differenti comportamenti che terrà la propria squadra direttamente sullo schema del modulo adottato, in modo tale da scegliere con la massima libertà la propria strategia da applicare.

Ma c’è di più, infatti ad affiancare la personalizzazione globale del proprio team ci sarà anche un’ulteriore feature, questa volta di carattere individuale, denominata “Card System”. Ogni giocatore del database si vedrà associate determinate carte che, se attivate, modificheranno il suo comportamento in campo. Alcune saranno disponibili di default e vanno a sostituire le stelline delle abilità che in precedenza si potevano osservare nei dettagli del giocatore, altre invece si potranno “accendere” o meno nel caso si desideri da quell’atleta un determinato tipo di lavoro, sia dal punto di difensivo che sul piano offensivo.

Abbiamo ad esempio provato a selezionare una delle carte attribuite a Fernando Torres ed esaminato nel dettaglio il movimento personalizzato, ovvero prendere posizione al limite dell’area, tenere palla spalle alla porta, aspettando l’inserimento di uno dei centrocampisti, e infine smistare il pallone. O ancora Xabi Alonso che, per mezzo della carta Pint Point Pass, servirà il pallone in direzione delle punte, con il conseguente movimento adeguato di queste ultime.

I completi meccanismi alla base di questo sistema non sono ancora stati svelati del tutto, infatti è presumibile che alcune abilità vadano in conflitto tra di loro escludendosi a vicenda in fase di selezione, così come non sappiamo effettivamente come saranno gestite tali dinamiche all’interno della Master League. Per rendere le statistiche più immediate sarà anche introdotto un punteggio globale per identificare ogni calciatore, esattamente come avviene da sempre in FIFA, che permetterà anche di valutare meglio la resa di un determinato atleta in un ruolo diverso da quello primario, evitando così di compiere scelte rischiose o cambiamenti di ruolo avventati in caso di necessità.

La prova pad alla mano è stata positiva, peraltro ci sono ancora diversi aspetti che vanno corretti, tra cui alcune animazioni ancora poco fluide e un leggera latenza tra la pressione dei pulsanti e l’esecuzione dei movimenti a schermo. I giocatori avversari non si limitano a tenere palla o a svolgere incursioni fini a sé stesse ma cercano di costruire la manovra fraseggiando ripetutamente, sfruttando il gioco sulle fasce e gli uno due.

Il livello sembra essersi alzato, anche in funzione della diminuzione di velocità, e il ritorno verso un gameplay di impostazione simulativa sembra molto più probabile rispetto al passato. Va detto comunque che nella demo in questione non erano ancora stati implementati elementi rilevanti come la nuova IA dei portieri, che è stata finalmente rifatta da zero, così come la struttura dei calci piazzati, particolari che ci riserviamo di giudicare in uno dei nostri prossimi hands on.

Per quanto riguarda il resto del gioco sono ovviamente confermate sia la modalità Diventa un Mito che la Uefa Champions League, per la quale l’anno scorso è stato stretto un accordo della durata di quattro anni, oltre alla telecronaca italiana affidata nuovamente alle voci di Pierluigi Pardo e del goliardico Josè Altafini.

L’incognita più grande rimane per forza di cose la componente online, annoso tallone d’Achille per la serie. Negli ultimi anni EA Sports ha compiuto un lavoro mastodontico per offrire un comparto multiplayer pirotecnico e quanto mai ampio. Non avendo avuto ancora modo di vedere nulla non possiamo sbilanciarci al riguardo, tuttavia bisogna riconoscere come sia questa la feature più importante, per non dire decisiva, e una discriminante di non poco conto nella lotta con la concorrenza.

Gli sviluppatori hanno affermato di aver fatto un passo indietro nel ripensare la componente multiplayer, ripescando la struttura di PES 6 e preoccupandosi di aggiornarla adeguatamente per offrire un’esperienza del tutto nuova. Con PES 2010 infatti la parola d’ordine sarà aggiornamento, dal momento che l’intenzione dichiarata è quella di garantire all’utenza update costanti su base periodica per rose e giocatori, sulla falsa riga di quanto sperimentato quest’anno con la LIVE Season di FIFA 09.

Il primo sguardo non sempre riesce a fornire un’idea precisa di come sarà un determinato prodotto, ma dobbiamo ammettere che, prima del nostro test, le aspettative erano decisamente inferiori. A quanto pare Seabass e soci hanno finalmente compreso che il mercato non avrebbe tollerato ancora a lungo la riproposizione di un titolo sempre identico nella sua sostanza. I dati parlano di un PES costantemente in grande forma sul piano delle vendite ma l’assenza di innovazione e soprattutto il mancato adeguamento di alcuni caratteristiche ai canoni dell’attuale generazione avrebbero inevitabilmente finito per minare nel tempo la fiducia dei consumatori.

Ben venga pertanto un cambio di direzione, anche perché FIFA 2010 non sembra avere assolutamente alcuna intenzione di voler arrestare la sua prorompente corsa. Se le cose andranno come devono, la stagione che ci attende potrebbe avere due grandi protagonisti.

WP Theme By Buddha Gaming & N.Design Studio
Entries RSS Comments RSS Collegati