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Pes 2010 anteprima da nextgame.it

Anteprime, Archivio News

Svolta tattica

PES prova l’approccio strategico.

Nel corso degli ultimi tre anni si è visto accadere ciò che fino a poco tempo prima pareva impensabile: la serie Pro Evolution Soccer è diventata sempre più il simbolo dell’immobilismo, se non addirittura dell’involuzione, mentre la concorrenza rappresentata da FIFA ha visto una devastante impennata qualitativa, che ha portato alla “conversione” moltissimi fan sfegatati della serie nipponica.

Konami alle corde

L’anno scorso ha rappresentato per certi versi l’apice di questo processo: mentre Konami, dopo i primi passi falsi, finalmente offriva un’edizione accettabile del suo gioco (seppur funestata dai soliti, tutt’altro che accettabili, problemi sul fronte online), Electronic Arts rispondeva con un episodio di FIFA eccellente sotto molti punti di vista e comunque superiore. Al di là delle critiche lecite che è possibile muovere alla serie EA e degli insindacabili gusti personali, ci sembra sufficientemente obiettivo dire che, di fatto, l’impossibile sorpasso è ormai definitivamente compiuto: FIFA è il miglior gioco di calcio sulla piazza. In tutta risposta, trovatasi sull’orlo dell’abisso (si fa per dire: non è che PES 2009 abbia venduto poco… ), dopo anni di apparente lassismo, Konami ha deciso finalmente di rimboccarsi le maniche e rispondere ai colpi dell’avversario.

Rinnovo grafico

Non sarà l’aspetto più importante in una simulazione calcistica e, fra l’altro, i fan integralisti di PES non se ne sono mai curati troppo, ma certo l’impatto grafico ha comunque la sua importanza. Tanto più nel momento in cui i due giochi messi a confronto sono entrambi eccellenti sul piano delle meccaniche e la cura per i dettagli “accessori” inizia giocoforza a fare la differenza. Non stupisce quindi che Konami, nel tentativo di rilanciare la serie, abbia voluto compiere uno sforzo per rendere visivamente più accattivante il proprio gioco.
Attenzione, però: non ci si aspetti un motore grafico nuovo di zecca, perché la delusione sarebbe dietro l’angolo. PES 2010 si appoggia su un’evoluzione dell’engine visto un anno fa, e si vede, anche se i miglioramenti sono notevoli. Il lavoro svolto sugli effetti di illuminazione, sulle ombreggiature e sulla pulizia visiva è impressionante e lo si nota nella qualità con cui i calciatori sono riprodotti. Sia nei volti e in generale nelle fattezze, per altro da anni fiore all’occhiello del gioco, sia nel realismo con cui le uniformi si modificano coerentemente con i movimenti degli atleti.

Impatto blando

Migliorata anche la qualità generale, con per esempio dei tifosi un po’ più convincenti, ma bisogna purtroppo sottolineare come l’impatto, il colpo d’occhio, continui a non reggere il confronto con lo spettacolare motore grafico di FIFA. Questione di scelte cromatiche, di regia, di trovate visive che donano al gioco EA un carisma molto più convincente. Insomma, da quanto abbiamo visto, PES 2010 sembra superiore nel dettaglio, nella qualità del singolo atleta (molto buone alcune nuove animazioni, anche se sotto questo punto di vista il giudizio è da rimandare a quando l’intero set di movenze – qui ancora assente – sarà inserito nel gioco). FIFA, al contrario, vince ancora per la potenza complessiva del motore grafico. E purtroppo, va detto, i tanti punti forti visivi di PES tendono a passare un po’ in secondo piano nel momento in cui si gioca con le due inquadrature più “distanti”, storicamente utilizzate da quasi tutti i giocatori.

Album di figurine

Non è ancora il momento di lanciarsi in commenti sulla giocabilità pura, dato che – se dobbiamo prestar fede alle parole di Konami – ben poco delle nuove meccaniche e del nuovo sistema di controllo era presente nella versione provata. E infatti sotto molti punti di vista sembrava di stare giocando a PES 2009. Ciò che era possibile analizzare, e che abbiamo sinceramente trovato molto interessante, è il nuovo sistema di gestione tattica dei movimenti di squadra e dei singoli calciatori.
Ciascun atleta è caratterizzato da delle card che ne indicano i talenti speciali. Queste specie di figurine vanno in parte a sostituire le stelle delle passate edizioni, ma offrono anche qualcosa in più. I calciatori più forti e talentuosi, infatti, godono di alcune card specifiche, che indicano le loro tendenze tattiche più marcate. Un Gerrard, per esempio, ha dalla sua le card relative al movimento libero e alla classica bordata da fuori. Queste card speciali possono essere attivate o disattivate, offrendo dunque al giocatore la possibilità di scegliere quali movimenti assegnare ai singoli uomini.

Approfondimento tattico

Se l’efficacia in campo delle card appare un po’ difficile da valutare nel giro di due o tre partite, molto più netto ci è parso l’impatto delle nuove opzioni relative alla squadra, che abbiamo appositamente testato variandone i parametri in maniera esagerata. Finalmente PES si è uniformato – se non in quantità, nello spirito – a quanto si vede da anni in numerosi titoli sportivi americani. Sono infatti stati inseriti degli slider, dei selettori tramite cui impostare l’assetto tattico del team secondo vari parametri. Con valori da 1 a 100 potremo decidere l’intensità del pressing piuttosto che del supporto alla manovra d’attacco, la tendenza a concentrarsi sulle fasce piuttosto che sul gioco al centro e molto altro ancora. Anche in questo caso si tratta di accorgimenti il cui impatto “di fino” può essere valutato solo nel tempo, ma che già da questa prima prova ci sono parsi avere una sensibile corrispondenza con quanto avviene sul campo.

Buon potenziale

La versione del gioco che abbiamo provato offriva veramente pochi altri spunti (al di là della presenza del Liverpool con tanto di marchi ufficiali). Volevamo farci una prima idea e siamo usciti dagli uffici di Halifax abbastanza soddisfatti. Certamente il lavoro svolto fino adesso e le idee introdotte lasciano una buona impressione e fanno sperare che le varie promesse di Konami possano essere mantenute.
Lo sforzo produttivo, testimoniato anche dalle ben duecento persone con cui si è deciso di ampliare il team al lavoro sul gioco, pare esserci tutto. A questo punto tocca solo sperare che i miglioramenti di gameplay sappiano far compiere al gioco il passo avanti che aspettiamo da anni e vadano a supportare adeguatamente le belle idee sull’aspetto tattico e le novità nell’utilizzo delle licenze (si parla di UEFA Champions League e UEFA Europa League integrate nel Campionato Master, per esempio). Se poi dovesse finalmente funzionare l’online…

Anteprima da Multiplayer

Anteprime, Archivio News

Girando nel web abbiamo trovato anche questa interessantissima anteprima di Multiplayer.it:

Finalmente in campo
I numeri non sono tutto e Konami, che nell’industria dei videogiochi vi è entrata quasi agli albori diventandone uno dei maggiori rappresentanti giapponesi, lo sa benissimo. Per questo motivo gli ultimi anni di Pro Evolution Soccer non potevano averla ingannata: le vendite si sono ripetute milionarie ma, nonostante cifre stellari e la costante posizione di predominanza in molti paesi, l’Italia su tutti, il prodotto aveva perso almeno in parte la cascata di consensi che oramai lo accompagnava dai tempi della prima PlayStation. Una situazione scomoda, a cavallo tra il conservatorismo, spesso anche vincente, tipico delle società orientali e qualche lamentela di troppo dall’interno relativa a un team piccolo e poco supportato; era arrivato il momento di svoltare, per davvero, e con la prima prova di PES 2010 concessaci dal distributore italiano Halifax è stato possibile tastare con mano quanto questa volta le intenzioni siano quelle di fare sul serio.

Seabass non è più solo
L’approccio al nuovo progetto si è fondamentalmente sviluppato su due fronti: registrare più critiche e pareri possibili, pescando dai forum e chiedendo direttamente agli utenti cosa si sarebbero aspettati e non avevano del tutto ottenuto negli ultimi anni, e ampliare il team di sviluppo portandolo a un totale di circa duecento persone, tante da permettere di dividersi i compiti, con una parte della forza lavoro a occuparsi della versione in uscita e l’altra impegnata a mettere le basi per i capitoli successivi. Un investimento importante come non succedeva da tempo per un risultato che, ancora lontano dal suo completamento, abbiamo provato attraverso una breve demo della versione PC con inserita la sola possibilità di disputare uno scontro amichevole tra Liverpool e Barcellona. Poco per parlare di opzioni e modalità nonostante i menù già riportassero le diciture relative a Champions League, Master e Become a Legend, mentre in ambito multiplayer online non sono ancora state confermate le tipologie di gioco disponibili, anche se questa volta si è tenuto a precisare come la quantità di persone impegnate su questo fronte sia superiore al passato e la base di partenza per il netcode sia quella di PES 6, finora in grado di mettere sul piatto la migliore tra le esperienze competitive via internet. Delle premesse che evidentemente hanno soddisfatto il padre storico della serie, Shingo “Seabass” Takatsuka, che dopo qualche mal di pancia e la netta sensazione che volesse abbandonare a favore di un nuovo progetto, è parso in grande forma all’interno di un filmato girato dentro gli studi del WEP – Winning Eleven Project – evidentemente soddisfatto dall’andamento dei lavori.

Scarpette ai piedi
Preso in mano il pad le novità iniziano ben prima di scendere in campo, dai menù dove la schermata – rimasta immutata nella sua chiarezza – permette ora di accedere alle due grandi novità tattiche che, in combo a un’intelligenza artificiale ancora in lavorazione, dovrebbero permettere di innalzare non di poco la bontà dell’azione una volta fischiato il calcio d’inizio. Team Play permetterà di variare una serie di parametri così da modificare i caratteri più disparati dell’assetto tattico della propria squadra: spostando gli appositi cursori si potrà incidere sull’atteggiamento difensivo e offensivo, il pressing, la distanza tra i reparti, le sovrapposizioni e la presenza o meno del libero, combinando il tutto con la disposizione scelta. L’altra innovazione assocerà a ciascun atleta alcune carte specifiche relative alle proprie abilità e, per i più talentuosi, anche le speciali Play Style Card, attivabili discrezionalmente così da fargli acquisire una certa predisposizione: Mascherano potrà quindi beneficiare di un ritorno sull’avversario nel caso perdesse la palla mentre Gerrard del tiro da lontano e dell’attitudine a svariare per il campo, tanto per citarne due. Arrivato il fischio d’inizio a ben impressionare è fin da subito stata l’efficacia delle modifiche apportate tramite Team Play, con gli uomini disposti come previsto e impegnati a svolgere i compiti assegnatigli, lasciando che fosse poi una maggior fisicità dell’azione, così come dei contrasti, ad aumentare ulteriormente la credibilità di un gioco che sembra aver ripreso le orme del passato. Il ritmo è parso leggermente più ragionato, le azioni più lente e il complesso vicino a quanto è lecito aspettarsi da un prodotto che punta a tornare il massimo in quanto a realismo e piacere di gioco. I comandi sono nella breve prova parsi immutati ma, come per la già citata intelligenza artificiale e i calci piazzati, bisognerà attendere nuove versioni più avanzate per capire dove Konami abbia agito per migliorare i punti meno convincenti.

Caratterizzazione in corso
Tecnicamente la base di partenza è quella dell’anno passato ma le modifiche fatte, come anche visibile dalle foto a corredo del paragrafo, sono più che marcate, con i modelli dei giocatori molto ben dettagliati tanto in volto quanto nel corpo, con braccia e gambe, magliette e calzoncini sempre in movimento e, in combinazione con elementi solo apparentemente secondari come le differenti espressioni del volto, capaci di rendere più vividi gli atleti. Bella la nuova illuminazione che si riflette e crea ombre anche sui singoli giocatori. Le animazioni sono un cantiere aperto, le uniche già perfezionate sono quelle inedite che, come nel caso della difesa della palla, ben si comportano per complessità. Il salto visivo è insomma parso piuttosto netto, coinvolgendo anche aspetti marginali come i menù di scelta precedenti alla partita e il pubblico, finalmente tridimensionale; un passo in avanti dovuto e infine arrivato, curiosi di poter apprezzare lo stesso step evolutivo anche sulle console next-gen.

Traduzione dell’articolo di WENB

Anteprime, Archivio News

Finalmente abbiamo tradotto anche l’articolo di WENB, che potete trovare nella lingua originale in questo post:

Il playtest di Pes 2010 è un’esperienza unica e difficile come mai. Un gioco che ci ha abituato ad essere il Re indiscusso negli ultimi 10 anni per poi decadere inesorabilmente e lasciare quesi per un momento il trono a Fifa. Questo è un anno particolare per la serie di Pes, un anno in cui non sono ammessi errori, di nessun tipo. Continua a leggere »

Traduzione dell’articolo di PESFan.com

Anteprime, Archivio News

Abbiamo finalmente finito di traddurre l’articolo rilasciato da PESFan.com, che potete trovare in lingua inglese in questo post. Le novità sono poche, ma vi consiglio di leggerlo perchè qualcosa di nuovo comunque non manca.

Come molti di voi sapranno, il mese scorso ai giornalisti di PESFan è stata offerta la possibilità di testare Pes 2010. È stata quindi una grande possibilità di mettere le mani sul gioco dopo aver sentito/ letto le tante novità annunciate.
Quando è stato testato il gioco era ancora in un fase iniziale, e non sono quindi state provate diverse caratteristiche, alcune anche abbastanza importanti, come la modalità Continua a leggere »

Ancora un hands-on dall’Inghilterra

Anteprime, Archivio News

Anche i giornalisti di WENB sono riusciti a mettere le mani sul tanto atteso capito di Pes (manchiamo solo noi ormai :( ). E come sempre viene postato un articolo riguardo a Pes 2010. Come nell’altro caso postiamo temporaneamente l’artciolo in lingua inglese, in attesa di riuscire a completare la traduzione in italiano.

The PES 2010 playtest was a very nervous experience, and something I couldn’t begin to describe or attempt to put into words. A series that’s given so much pleasure over a decade has done the opposite in recent years, and more than ever this year is the year it can simply not fail to deliver. Continua a leggere »

PESFan.com mette le mani su Pes 2010

Anteprime, Archivio News

Dopo la recensione italiana di Pes 2010 ne arriva un’altra dall’Inghilterra. Non siamo ancora riusciti a tradurre l’intero artivolo ma siamo ad un buon punto. Intanto vi postiamo l’articolo originale in lingua inglese che appena possibile verrà sostituito con uno in lingua italiana.

As many of you will be aware, PESFan were invited by Konami down to their London headquarters for an early play test of PES 2010 late last month. With only select members of the press and PES community sites in attendance, it was a great opportunity for a hands-on taste of the new game after hearing so much about it.

Due to the timing of the conference, the game was still Continua a leggere »

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